SCHMETTERLINGSGARTEN

Der Schmetterlingsgarten von Fonte di Zeno B&B im Nationalpark des toskanischen Archipels auf der Insel Elba ist eine Nektar-Oase inmitten dichter Wälder mit Kastanien, Eichen und Erdbeerbäumen.

Er befindet sich auf einer Höhe von 311 m.ü.M. nicht weit weg vom mittelalterlichen Dorfe Poggio am Monte Capanne im Nordwesten der Insel.
In dieser bezaubernden Landschaft können Sie entspannende Momente mit Familie, Freunde oder auch allein verbringen und die fantastische Welt der Schmetterlinge erkunden.
Der Garten ist noch jung, aber gut ausgestattet mit auf die Schmetterlinge abgestimmten Pflanzen, welche sich eignen für Eiablagen, Raupen und das Verpuppen.
Es können zahlreiche Schmetterlingsarten mit tausend Farben beobachtet werden.
Der Schmetterlingsgarten soll allen Interessierten die unglaubliche Bedeutung einer außerordentlich reichen, aber jetzt vom Aussterben bedrohten Artenvielfalt demonstrieren!
Der Duft von aromatischen Pflanzen und das Geräusch der lebhaften Vögel bilden die aussergewöhnliche Kulisse, welche einen Besuch wert ist!

Vieni a scoprire la più grande farfalla d’Europa “Saturnia Pyri”

Saturnia Pyri
Anthocharis cardamines

Anthocharis cardamines

Linnaeus, 1758 – (Aurora)

Farfalla di dimensioni ridotte, diffusa e relativamente comune in tutto il territorio nazionale. Predilige ambienti freschi, semiaperti, volando preferibilmente in zone cespugliose ai margini dei boschi. Il maschio si distingue piuttosto agevolmente dalla femmina per la presenza di una vivace macchia arancione all’apice delle ali anteriori. Entrambi i sessi mostrano disegni verdastri con spolverature gialle sulla parte inferiore delle ali. È tra le prime specie a volare in primavera e può essere osservata a partire dai primi giorni di marzo, fino a maggio/giugno, compiendo un’unica generazione. Sverna allo stadio di pupa. All’Elba, la presenza di questa specie sembrerebbe frutto di una recente migrazione dal continente. Il bruco si nutre di numerose Brassicaceae (Cardamine sp., Biscutella sp. Sisymbrium spp., Sinapis spp., Alliaria petiolata, ecc.).

Anthocharis cardamines

Colias crocea

Geoffroy in Fourcroy, 1785 – (Crocea o Limoncella)

Farfalla di medie dimensioni, ampiamente diffusa in Italia, dall’aspetto molto appariscente per via della sua colorazione vivace. Grande volatrice, è capace di percorrere lunghe distanze e perfettamente in grado di attraversare i tratti di mare che separano le isole dal continente. All’Elba, questa specie, compie almeno 3 generazioni, volando, se le temperature lo permettono, dal mese di marzo fino ai primi giorni di novembre. Predilige ambienti semiaperti, margini boschivi e comunque ambienti dove siano presenti fioriture numerose. Il maschio si distingue per l’assenza di macchie gialle lungo il margine nero delle ali anteriori. Il bruco si nutre di numerose Fabaceae, come trifoglio ed erba medica.

Anthocharis cardamines

Pieris brassicae

Linnaeus, 1758 – (Cavolaia maggiore)

È la più grande delle 4 cavolaie presenti all’Elba. Si tratta di una farfalla dalle discrete dimensioni, molto forte e con un volo molto potente. È in grado di volare per lunghi tratti, anche attraversando lunghi bracci di mare. La femmina si distingue dal maschio per la presenza di due macchie scure tondeggianti completamente assenti nei maschi. Specie onnipresente in tutto il territorio italiano ed ampiamente diffusa anche all’Elba, dove la si può osservare dalla pianura a quote più alte. Predilige gli ambienti aperti, come prati incolti, ma la si osserva con frequenza anche nei giardini fioriti. Gli adulti compaiono da marzo e volano fino al mese di novembre compiendo diverse generazioni. Solitamente sverna allo stato di pupa. Il bruco si alimenta su diverse specie di Brassicaceae sia spontanee che coltivate.

Anthocharis cardamines

Gonepteryx cleopatra

Linnaeus, 1767 – (Cleopatra)

Questo splendido rappresentante della famiglia dei Pieridi di medie dimensioni, presenta un dimorfismo sessuale piuttosto evidente, infatti il maschio possiede una inconfondibile macchia arancione scuro sulla parte superiore delle ali anteriori che si intravede in trasparenza anche nella parte inferiore, quindi, con un po’ di attenzione sarà possibile distinguere i due sessi anche quando la farfalla è in posizione di riposo con le ali ripiegate. Vola preferibilmente in ambienti di macchia mediterranea, margini boschivi e prati. In Italia questa specie è prevalentemente diffusa al centro-sud. All’Elba è praticamente possibile vederla volare dal livello del mare fino a quote molto più alte. Compie due generazione all’anno e gli adulti iniziano a comparire nelle prime tiepide giornate di primavera, per volare fino ad autunno inoltrato. Sverna da adulto. Le larve di colore verde riescono a confondersi perfettamente sui rami e le foglie della sua pianta alimentare che è costituita prevalentemente dal Rhamnus alaternus.

Anthocharis cardamines

Papilio machaon

Linnaeus, 1758 – (Macaone)

È forse la farfalla italiana “per eccellenza”, per via della sua ampia diffusione e del suo splendido pattern. Si tratta di una specie di ragguardevoli dimensioni (60-90 mm). In Italia è diffusa in tutta la penisola, ma la sua presenza si estende a tutta Europa, in Asia ed in tutto il Nord America. Gli adulti hanno ali di colore giallo crema con macchie e venature di colore nero. Dalle ali posteriori si prolungano un paio di code molto vistose e proprio vicino a queste code è presente un’evidente macchia rossa bordata di nero e affiancata da altri due spot di colore blu intenso. Si tratta di una specie facilmente adattabile ed all’Elba risulta praticamente onnipresente nei prati, lungo i bordi stradali, ma anche nei giardini fioriti ed ai margini della macchia mediterranea. Sull’Isola, questa specie compie solitamente tre generazioni all’anno e gli adulti compaiono in primavera, in estate ed in autunno inoltrato. Il bruco si presenta di un bel colore verde, ornato da fasce nere striate di arancione e possiede una caratteristica che lo rende davvero peculiare. Sulla testa, se si sente minacciato, è in grado di estroflettere un particolare organo (osmeterium), che emette una sostanza odorosa in grado di scoraggiare il potenziale nemico. Piante ospiti: Daucus carota, Phoeniculum vulgare e Ruta spp.

Anthocharis cardamines

Vanessa atalanta

Linnaeus, 1758 – (Atalanta o Vanessa vulcano)

Si tratta di una farfalla di dimensioni medio grandi con un’apertura alare che varia tra i 50 ed i 60 mm. Nell’Arcipelago Toscano risulta segnalata per tutte le isole maggiori. Il lato superiore delle ali è di colore nero con due vistose bande rosse, la prima obliqua sulle ali anteriori, la seconda segue il margine delle ali posteriori, altrettanto vistose sono le macchie bianche all’apice delle ali anteriori. I due sessi sono pressoché indistinguibili. Si tratta di una specie che compie più generazioni all’anno e sverna come adulto, il che, fa si che la si incontri frequentemente durante alcune tiepide giornate in pieno inverno. Ha un volo molto potente e veloce, caratterizzato da soste piuttosto frequenti, ma è senza dubbio in grado di compiere spostamenti a lungo raggio. Gli adulti sono molto attratti da fiori ricchi di nettare e da zuccheri fermentati. È specie molto territoriale ed è solita avventarsi contro le altre farfalle che si trovano a passare nella propria “zona di volo”. Predilige ambienti semiaperti e margini boschivi. Il bruco che si nutre prevalentemente di ortica, ha aspetto e colorazione molto variabile, ma presenta sempre dei processi a forma di spine ramificate.

Anthocharis cardamines

Argynnis pandora

Denis & Schiffermüller, 1775 – (Pandora o Cardinale)

Costituisce senza dubbio uno degli incontri più emozionanti che si possano fare con le farfalle dell’Arcipelago Toscano. Una farfalla dalle dimensioni importanti e dal volo particolarmente lento ed elegante, diffusa prevalentemente nelle regioni centro meridionali, mentre nell’Arcipelago Toscano la si può osservare solo all’Isola d’Elba ed al Giglio, dove compie una sola generazione all’anno. Ama frequentare radure e margini boschivi, dove vola da maggio inoltrato fino a tutto il mese di settembre, nutrendosi sulle grosse infiorescenze di Composite come il cardo. È presente un leggero dimorfismo sessuale in quanto la femmina è solitamente di dimensioni maggiori e presenta un’evidente colorazione verde del margine superiore di entrambe le ali, mentre nel maschio questa colorazione risulta meno evidente, ma risalta la parte centrale delle nervature delle ali anteriori allargata a forma di fuso, per la presenza delle cosiddette “squame androconiali”. Con le ali chiuse in posizione di riposo, è possibile apprezzare nel margine inferiore delle ali anteriori la splendida colorazione “rosso cardinale” da cui deriva uno dei nomi comuni di questa specie. La larva si nutre prevalentemente di viole.

Anthocharis cardamines

Charaxes jasius

Linnaeus, 1767 – (Ninfa del corbezzolo)

Senza alcun dubbio, la più grande e spettacolare farfalla di tutta la fauna italiana. Nonostante le grandi dimensioni, possiede un volo piuttosto rapido e veloce che compie prevalentemente nei pressi di quella che è la sua pianta nutrice, dalla quale prende il nome, il corbezzolo. La caratteristica morfologica che senza dubbio rende questa specie inconfondibile è la presenza, nella parte posteriore delle ali, di ben 4 code, caso unico nelle farfalle italiane. I due sessi sono praticamente indistinguibili. Ama frequentare la macchia mediterranea con corbezzolo ed erica ed è attratta dalle sostanze zuccherine prodotte da frutti marcescenti e non disdegna avvicinarsi all’uomo se le viene offerto del buon vino dolce, che succhia avidamente, per poi andarsene con volo lento e “barcollante”! È presente in tutte le isole dell’Arcipelago Toscano, tranne che a Montecristo. Il bruco, si nutre quasi esclusivamente di foglie di corbezzolo, dove è solito tessere una sorta di “letto di seta” che, quando non è intento a nutrirsi, utilizza per riposare.

Anthocharis cardamines

Lasiommata megera

Linnaeus, 1767 – (Megera)

Si tratta di una specie di medie dimensioni, sicuramente da annoverare tra le più diffuse e comuni in tutta Italia ed Europa. Nell’Arcipelago Toscano è assente solo a Giannutri ed a Capraia. Le caratteristiche morfologiche che permettono quasi immediatamente di distinguere questa specie, sono la colorazione uniformemente bruno rossastra e la presenza di due vistosi ocelli neri con al centro una macchia bianca, posizionati all’angolo del lato superiore delle ali anteriori. È una farfalla dal volo rapido e fluttuante, che predilige gli ambienti ombrosi, con particolare predilezione per i sentieri boschivi. Ha l’abitudine di effettuare frequenti soste per scaldarsi nelle aree illuminate dai raggi solari. Gli adulti compaiono a partire dai primi giorni di marzo, per volare fino ad ottobre inoltrato, compiendo fino a 3 generazioni. Il bruco si nutre prevalentemente di Graminacee.

Anthocharis cardamines

Favonius quercus

Linnaeus, 1758 – (Tecla della quercia)

Specie relativamente piccola, piuttosto comune anche se di non facilissimo avvistamento, per via delle sue abitudini che la spingono a volare nella parte alta delle chiome degli alberi. Si tratta di specie univoltina (che compie una sola generazione all’anno) ed i primi esemplari volano alla fine dell’estate quando sono soliti svolazzare sopra le piante di fico o le siepi di rovo. Entrambe i sessi mostrano una macchia di uno splendido blu intenso nella parte superiore delle ali anteriori, che nel maschio è molto estesa, mentre negli esemplari femminili è ridotta ad una fascia piuttosto stretta. I bruchi si nutrono delle foglie di varie specie del genere Quercus.

Anthocharis cardamines

Lycaena phlaeas

Linnaeus, 1761 – (Argo bronzeo)

Si tratta di una piccola e vivacissima farfalla, diffusa praticamente in tutto l’emisfero nord. Risulta presente in quasi tutte le isole mediterranee e nell’Arcipelago Toscano, la si può osservare in tutte le isole, tranne Montecristo, Gorgona e Giannutri. I due sessi sono praticamente indistinguibili ed entrambi presentano una splendida colorazione rosso bronzea nella parte superiore delle ali che però si può ammirare solo quando la farfalla è posata, a causa della rapidità del suo volo che ne impedisce di apprezzarne la colorazione. È una delle prime specie a comparire e non è raro vederla volare fin dalla prima metà del mese di febbraio, fino agli ultimi giorni di ottobre. Durante questo lungo periodo, l’Argo bronzeo riesce a compiere anche 3 generazioni, svernando allo stadio di pupa. Il bruco si nutre prevalentemente di romice (Rumex spp.).

Anthocharis cardamines

Polyommatus icarus

Rottemburg, 1775 – (Argo azzurro o Icaro)

Si tratta forse della farfalla più comune di tutto il Mediterraneo. La si può incontrare dal livello del mare fino a rilievi piuttosto elevati. È una farfalla molto piccola ed appariscente, soprattutto per quanto riguarda il maschio che fa sfoggio di una bellissima colorazione azzurro metallica
nella parte superiore di entrambe le ali, mentre la femmina ha una colorazione brunastra, molto più anonima. Nonostante abbia un volo piuttosto veloce e frenetico, effettua numerose soste, soprattutto sui capolini delle Composite dove si ferma per nutrirsi e per effettuare l’accoppiamento. Nell’Arcipelago Toscano, è possibile osservarla all’Elba, Giglio, Pianosa e Capraia, fin dai primi giorni di primavera e per tutto l’autunno. Si tratta di una specie polivoltina (che compie più generazioni durante l’anno) e nell’Arcipelago può compiere fino a 3 generazioni. Il bruco si nutre prevalentemente di Leguminose (Trifolium spp., Medicago spp., ecc.) e, per quanto riguarda la sua biologia, merita un particolare riguardo, in quanto costituisce un caso di “mirmecofilia facoltativa”, ovvero, la larva può essere protetta e difesa dalle formiche che vivono sulla pianta nutrice, che possono addirittura portarla all’interno del formicaio, dove la nutriranno fino allo sfarfallamento.